lunedì 18 luglio 2011

Venezia è un pesce - Tiziano Scarpa


Chi poteva pensare che Venezia è un pesce?
Ho acquistato questo libricino in una libreria meravigliosa, dopo un pomeriggio di mare.
Quando il sole andava e veniva.





Vi ricordate del post cenetta dalla prof!, di cui ho parlato qualche giorno fa? Se non lo avete letto potete cliccare sul link che vi ho lasciato poco fa, se, al contrario, ne conoscete il contenuto sapete anche che abbiamo parlato di libri. Uno dei libri che più mi aveva incuriosito e che ancora non avevo letto era proprio questo volumetto di Tiziano Scarpa.



La mia edizione è della Universale Economica Feltrinelli, prezzo 7 euro, pagine 126, codice ISBN 9788807815966

Si tratta di una mini guida di Venezia.
L'autore ci racconta la sua città attraverso i 5 sensi, sì! E' una guida un pò speciale.
In essa sono riportati episodi storici, l'architettura e la storia della città. Ci sono pagine dedicate a proverbi ed etimologie di diverse parole come ad esempio:

  1.  Pantegana: (Pag. 50) "Pantegana deriva da mus ponticua, ratto marino da Ponto Eusino: sono zoccole orientali, nel Medioevo hanno imbarcato la peste nera dal Mar Nero, nascosta nel morso dei loro pidocchi sulle galee cariche di merci."
  2. Ciao: (Pag. 54) "ciao, abbreviazione di s'ciavo, schiavo vostro."
  3. Ghetto: (Pag 54) "Un'altra parola di origine veneziana che ha fatto il giro del mondo è ghetto: deriva da getto, gettare, perchè nell'isola che venne riservata cinque secoli fa alla comunità ebraica era attiva una fonderia. Disponendo di spazio limitato, gli ebrei hanno dovuto svilupparsi in altezza."
Vengono descritte particolarità uniche della città, conosciute soltanto da chi Venezia la conosce bene. Per fare un breve esempio: l'autore, da pagina 65 in poi, racconta un fatto particolare: in molti calli, da qualche tempo si trovano vecchie bottiglie di plastica piene d'acqua di rubinetto, accostate per terra ai muri. Scarpa racconta che di notte vengono esposte le dette bottiglie di fronte alle saracinesche o agli stipiti dei portoni. Vi chiederete: A cosa servono? Sono utili per impedire ai gatti di fare pipì sui muri. Non si sa chi abbai  scoperto questo trucchetto, eppure, se un gatto con la vescica piena, all'avvicinarsi ad un muro, vede le bottiglie piene d'acqua, state pur certi che lì non lascerà nessun ricordino! Lo sapevate? Io no! :)

Si vede che colui che scrive ama la sua città, le sue parole sono molto appassionate. Questo libro mi ha colpito da diversi punti di vista: mi hanno colpito i proverbi (Se se vol ridàr, bisogna discoràr de merda) e le relative spiegazioni tramite episodi realmente vissuti dall'autore; mi ha colpito la precisione con cui l'autore riesce a spiegare la costituzione della città; Mi ha colpito il fatto che l'autore, mentre scrive, si rivolge a chi legge e mi ha colpito soprattutto che la persona a cui l'autore si rivolge è una figura femminile.
A chi stava pensando Tiziano Scarpa mentre scriveva questo libro?
Chi è lei?