sabato 19 maggio 2012

Fai bei sogni - Massimo Gramellini


Buonasera cara lettrice e buonasera caro lettore,
questa sera, un po' spenta e con la testa carica di riflessioni, ho deciso di riflettere su qualcosa di totalmente altro rispetto ai miei problemi. Mi sono resa conto di aver letto diversi libri in questo mese a me tanto caro e, se me lo permetti, voglio raccontarti qualche storia.
Inizierei con questo libro perché l'ho bramato fin troppo e mi ha regalato grandissime soddisfazioni.
Sto parlando di:

 Fai Bei sogni di Massimo Gramellini, edito dalla casa editrice Longanesi, prezzo di copertina 14.90 euro, pagine 205, codice ISBN 9788830429154.

La prima volta che ho sentito parlare di questo libro è stata pochi giorni dopo la sua uscita. Massimo Gramellini, ospite fisso a "Che tempo che fa", aveva deciso di dedicare spazio alla presentazione di questo romanzo autobiografico, perché di questo si tratta, e attraverso i suoi racconti me ne sono subito innamorata. Ho aspettato un po' prima di acquistarlo: sapevo che il 13 Maggio avrei preso parte al Salone internazionale del libro e, sinceramente, speravo in un'offerta vantaggiosa che poi non c'è stata; avevo tanti libri da leggere nella mia libreria e non mi andava di spendere altri 15 euro per un nuovo libro.
Anche se ogni volta che entravo in libreria lo cercavo, lo guardavo e lo posavo lì, dove lo avevo preso.

E' stato nei miei pensieri giorno e notte, ma alla fine l'ho preso. L'occasione è stata, appunto, il Salone di Torino e "udite udite" sono riuscita anche a strappare una copia autografata dall'autore.

Non posso raccontarvi molto. Posso limitarmi a ripetere le parole di questo capace giornalista e tentare di fornirvi un quadro quantomeno completo di ciò che andrete a leggere se deciderete di acquistare questo libro, che in ogni caso vi consiglio.

Massimo Gramellini ha deciso di affrontare un percorso interiore, complesso e delicatissimo e, per nostra fortuna, ha voluto condividere la sua storia con noi lettori. Nel modo più sincero, chiaro e lucido possibile. Non sto di certo qui a dirvi quanto scriva bene mister Gramellini. Se è diventato vice direttore del giornale La Stampa un motivo ci sarà. Ciò che mi ha colpito, però, è stata soprattutto la sua incredibile ironia.
In primis l'ironia e subito dopo la quantità illimitata di aggettivi di cui fa uso durante l'intera narrazione. Bellissimo. Poco giornale, molto romanzo. Mi è piaciuto molto.
Davvero scorrevole, divertente, commovente e interessante dalla prima all'ultima riga, parola dopo parola.
Ma di cosa parla?
Massimo Gramellini ci racconta la sua storia, un po' distorta dal tempo, ma sua. Il punto focale è la scomparsa di sua madre e di tutte le ripercussioni che questo evento ha causato nella sua vita. E' una ricerca, è un'esortazione ad affrontare i problemi, le difficoltà e la verità. Grazie alla sua esperienza Gramellini ci apre gli occhi.

Il libro inizia con un piccolo Massimo, ancora bambino, che si sveglia l'ultimo dell'anno a causa di un urlo straziante. E' suo padre, disperato, sorretto dalle braccia di due uomini sconosciuti. Massimo viene fatto accompagnare dai vicini e lì resta per un certo periodo. Poi suo padre torna a prenderlo, lo accompagna da Baloo, il sacerdote dei lupetti che, con una preghiera e uno sguardo triste, gli fa capire che sua madre non è in ospedale per degli esami, come gli avevano detto:
"-L' eterno riposo dona a lei, Signore. Splenda a lei la luce perpetua. Riposi in pace. Così sia. 
La voce calda di Baloo risuonava lungo le navate della chiesa deserta. 
In ginocchio nel primo banco, l'aiuola di fiori rossi serrata sul petto, muovevo le labbra al suo ritmo, ma dal cuore mi sbocciavano parole diverse. 
-Breve riposo dona alla mamma, Signore. Svegliala, falle un caffè e rimandala subito qui. E' mia mamma, capito? O riporti giù lei o fai venire su me. Scegli tu. Ma in fretta. Facciamo che adesso chiudo gli occhi e quando li riapro hai deciso? Così sia."
Da questo momento il rifiuto. Nessuno dice niente, lui non chiede mai, ma questa perdita lascia nel suo cuore un solco incolmabile e nella sua mente un pensiero fisso che costantemente tenta di celare.
"Non essere amati è una sofferenza grande, però non la più grande. La più grande è non essere amati più. Nelle infatuazioni a senso unico l'oggetto del nostro amore si limita a negarci il suo. Ci toglie qualcosa che ci aveva dato soltanto nella nostra immaginazione. Ma quando un sentimento ricambiato cessa di esserlo, si interrompe brutalmente il flusso di un'energia condivisa. Chi è stato abbandonato si considera assaggiato e sputato come una caramella cattiva. Colpevole di qualcosa d'indefinito."
Poi i primi amori, il liceo classico, l'Università, il Giornale e i pensieri.
Il racconto prosegue fino al giorno in cui, diversi anni dopo, Massimo scopre la verità.

Può sembrare straziante, a volte lo è davvero, però è un libro che secondo me è in grado di donare speranza al lettore che lo contempla. Effettivamente siamo portati a fuggire dalle difficoltà; siamo portati a mascherare i nostri problemi dietro un velo di menzogna che chissà come ci da stabilità e protezione. Ma questa non è vita. Vivere veramente è affrontare tutto ciò che ci ostacola, che ci impaurisce e che ci fa soffrire, perché una volta affrontato il dolore non resta che il ricordo. Libro apprezzabilissimo davvero.
Se non lo avete ancora letto, leggetelo, sono sicura che non ve ne pentirete.

"Preferiamo ignorarla, la verità. Per
non soffrire. Per non guarire, Perché
altrimenti diventeremmo quello
che abbiamo paura di essere:
completamente vivi."