domenica 27 maggio 2012

Gli amanti fiamminghi - Paolo Maurensig


Cara lettrice e caro lettore,
è da tantissimo tempo che non pubblico recensioni, e non credere che la causa sia la mancanza di letture completate. Il vero problema, infatti, è la mancanza di tempo per me. E' iniziata la tanto temuta sessione estiva e ho iniziato a studiare seriamente. Un primo esame è già andato e altri tre mi aspettano al varco. Studio, studio e studio tutto il giorno e quando, finalmente, chiudo i libri l'unica cosa che mi va davvero di fare è vegetare o almeno non pensare. Real Time viene spesso in mio soccorso, lo ammetto.
Oggi, però, sono stata a pranzo fuori, della serie: parti a mezzogiorno e non sai quando torni.
Sono tornata alle 19 e di studiare proprio non se ne parla.

Quindi eccomi qui con una nuova recensione:

Gli amanti fiamminghi, edito da Mondadori, prezzo di copertina 18 euro (io l'ho pagato 4 euro alla fiera), pagine 181, codice ISBN 9788804573746.

Sono rimasta letteralmente incantata dalla copertina di questo libro.
Poi l'ho letto e la magia è svanita. Paolo Maurensig scrive davvero bene, ma ho trovato che la storia fosse povera. Si tratta di un racconto on the road, infatti, due amici di vecchia data insieme alle loro mogli decidono di staccare la spina della vita quotidiana e attaccare all'interruttore quella dell'avventura. Salgono su un fuori strada, scelgono come meta la Catalogna e vestiti per l'occasione in tute mimetiche partono.
Come dicevo, il narratore e il suo migliore amico Jacopo sono amici dai tempi della scuola, ormai hanno raggiunto la tanto temuta mezza età e sono un po' in crisi con sè stessi.
Mentre siamo in macchina con i protagonisti conosciamo il narratore: uno scrittore senza più l'ombra di un'ispirazione, stracolmo di invidia nei confronti del suo migliore amico a abbastanza macabro dal momento che, di volta in volta, propone al lettore considerazioni sulla morte e sulla vita piuttosto singolari.
Ma non solo! Oltre a tali digressioni, il narratore, non fa altro che escogitare la morte del suo amico.
E fortuna che è suo amico.

Comunque, tra un progetto di morte e l'altro, i quattro amici arrivano in Costa Azzurra, prima tappa del loro viaggio e poi anche l'ultima.

Mentre sono a cena il narratore scopre che il suo migliore amico è riuscito a scrivere un libro.
Se prima di questa notizia era invidioso non vi dico la crisi interiore che esplode nella sua mente. Inizia a fare mille domande, ma tutte completamente vaghe perché non deve far capire di essere interessato alla cosa. E' orgoglioso e meschino. E' talmente turbato da questo fatto che è costretto a ritirarsi in camera per diverse ore, "ma che libro avrà scritto?", "effettivamente ha sempre avuto una buona penna, lo hanno sempre incoraggiato a scrivere ed effettivamente c'è riuscito", "ma perché proprio adesso che io non riesco a scrivere niente di buono?!", "Sarà una storia d'amore"...

La mattina seguente le due donne prendono il fuori strada e decidono di andare in un paesino vicino all'albergo dove alloggiano e i due uomini, rimasti soli, decidono di fare una passeggiata per ammirare il panorama della Costa Azzurra. Mentre camminano il narratore continua ad escogitare la morte del suo amico, nei minimi dettagli, fino a quando i suoi pensieri vengono interrotti da Jacopo che, dopo aver appoggiato lo zaino a terra, dico all'amico di aspettarlo un attimo in quel punto preciso perché deve vedere una cosa qualche passo più avanti.
Mentre il narratore aspetta sbircia nello zaino del suo amico e trova un quaderno, lo apre, e all'interno un titolo: "Gli amanti fiamminghi". E' il suo libro, e noi lettori leggiamo il libro dentro al libro e scopriamo insieme al narratore di che cosa si tratti.
La buona notizia è che il libro di Jacopo è quasi più interessante della storia di Maurensig.
La cattiva notizia è che Jacopo non tornerà più da quella passeggiata, lo ritroveranno nel burrone che costeggia il sentiero.

Il narratore avrà deciso di mettere in atto uno dei piani pre-escogitati oppure sarà lo stesso Jacopo a togliersi la vita?

Gli amanti fiamminghi è un libro che si presta ad una lettura scorrevole e davvero rapida. L'ho trovato a tratti noioso, soprattutto nelle inutili e numerosissime digressioni sulla morte. Però se avete due ore di tempo e nient'altro da fare, questa potrebbe essere una lettura adatta alla vostra situazione.
Certo: per un libro del genere 18 euro sono troppi.